Tracciabilità
Il sistema volontario di tracciabilita’ nel settore moda
Le motivazioni che hanno portato alla nascita del progetto
Il comparto della moda ha da sempre svolto un ruolo strategico nell’economia italiana, rappresentando uno dei principali elementi distintivi che caratterizzano l’economia del nostro Paese.
Fattori come l’entrata in Europa di nuovi paesi con sistemi economici concorrenti, l’avanzata di economie internazionali a “buon mercato” e l’accelerazione dei cicli produttivi, hanno portato alla necessità, per il nostro Paese, di rivolgere una maggiore attenzione a tutto ciò che determina e condiziona la competitività del sistema produttivo.
Le aziende del settore moda (tessile/abbigliamento/calzaturiero/pelletteria), già gravate da problemi e vincoli di carattere strutturale, quali le ridotte dimensioni e le carenze organizzative, si sono trovate così ad operare in uno scenario internazionale completamente mutato, con la globalizzazione e, soprattutto, con la prorompente ascesa dell’economia orientale (Cina, India, ecc.), che ha messo a rischio la competitività delle nostre imprese.
A tutto ciò, si è aggiunta l’attenzione crescente espressa dai consumatori nei confronti della visibilità della filiera, anche nel settore moda, che denota un bisogno di rassicurazione basato sul rifiuto dell’anonimato e sul recupero di quegli elementi di “conoscenza diretta” tra fornitore e acquirente che l’organizzazione della società moderna ha da tempo stravolto.
In virtù della scenario sopra delineato e per dare una risposta concreta alle esigenze dei piccoli e medi imprenditori del settore, ITF ha promosso il progetto “Tracciabilità volontaria nel comparto moda”.
Gli obiettivi che hanno guidato la nascita e lo sviluppo dell’iniziativa sono:
- fare chiarezza sull’ origine delle diverse fasi di lavorazione di un capo in vendita, evitando la confusione talvolta ingenerata sul mercato e nel consumatore da marchi, brand e loghi;
- certificare, in modo trasparente ed efficace, l’origine delle produzioni, favorendo una naturale distinzione tra quella nazionale e quella d'importazione;
- creare filiere integrate cliente – fornitore – subfornitore;
- garantire un consumo “critico”: i consumatori sono messi in grado di acquistare un prodotto di cui conoscono tutta la storia, comunicata chiaramente in un’apposita etichetta, che sancisce la provenienza di ciascuna fase di lavorazione.
Il sistema di tracciabilità promosso da ITF è di natura volontaria: non intende sostituirsi alla normativa cogente, ma vuole rappresentare uno strumento per la valorizzazione di un comparto fondamentale per il nostro Paese.
La collaborazione con le Camere di Commercio, la condivisione delle “regole” (requisiti) del sistema di tracciabilità con le principali Associazioni di categoria nazionali del settore, la sperimentazione del modello su un campione di oltre 50 aziende, hanno permesso a ITF di fornire uno strumento di certificazione concreto e di utilità per le aziende, attraverso il quale contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici e competitivi sopra esplicitati.